ORIENTIAMOCI: Giovani, Università e Lavoro

30/12/2017
15.30
G026
Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Agostino Gemelli, Milano, MI, Italia
sito |

Nel cuore della X Settimana dell’Università, che i gruppi FUCI degli atenei milanesi Statale e Cattolica stanno vivendo con grande intensità e partecipazione, si svolgerà giovedì 30 novembre il #FuciEvent, ovvero l’evento culturale che vuole affrontare uno tra i temi più urgenti sollevati dai giovani universitari. L’incontro si svolgerà alle ore 15.30 nell’aula G026 Vanni Rovighi dell’Università Cattolica; relatore sarà il Professor Alessandro RosinaOrdinario di Demografia e direttore del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università Cattolica, che interverrà sul tema della Settimana dell’Università “Orientarsi: Giovani, Università e Lavoro”.

Il Professor Rosina, coordinatore dell’indagine italiana sulle nuove generazioni dell’Istituto Toniolo, proporrà i risultati dei suoi studi, effettuati su giovani universitari e non, con particolare attenzione al fenomeno dei “Neet”.
Ma che cos’è un Neet? “Si tratta di un acronimo – spiega il professor Rosina – che sta per “Not in education, employment or training”, ed indica gli under 30 lasciati in inoperosa attesa: usciti dal percorso formativo senza però aver ottenuto un adeguato accesso al mondo del lavoro”. Un fenomeno che pone domande al mondo accademico e alle istituzioni, e che, secondo le statistiche, è in crescita: “in Italia il valore dei Neet è intorno al 22% nella fascia d’età tra i 15 e i 29 anni, ed è uno dei più elevati in Europa”. Cause di questa percentuale elevata sono da riscontrare, secondo Rosina, nelle difficoltà e inefficienze nella transizione tra scuola e lavoro. “Molti giovani, in Italia, al termine del percorso formativo si trovano carenti di adeguate competenze e sprovvisti delle esperienze richieste dalle aziende. Molti non trovano posizioni all’altezza delle loro capacità e aspettative per la bassa qualità del lavoro e la valorizzazione del capitale umano del sistema produttivo italiano. Pesa inoltre l’assenza di strumenti efficaci per orientare e supportare i giovani nella ricerca di lavoro”. La condizione di “Neet” genera dunque una spirale negativa in cui il giovane può ritrovarsi e, se non adeguatamente sostenuto e accompagnato, essere portato fino alle estreme conseguenze: è il caso di Michele, trentenne di Udine, suicidatosi il 7 febbraio di quest’anno dopo aver scritto ai genitori una lettera straziante. Un caso di cronaca che ha portato molti giovani ad interrogarsi con più urgenza sulla condizione della propria generazione. “Se vogliamo ancora sperare in un futuro migliore. – conclude Rosina in un articolo sul bimestrale Ricerca (Rivista della FUCI) – non dobbiamo considerare i giovani come i “perdenti”, da proteggere in un mondo diverso dal passato, ma le risorse principali per contribuire a cambiare il mondo nella direzione giusta”.