Apparecchiare la tavola per due: ecco chi sono i 26 pionieri del cohousing intergenerazionale in Italia

Nel Paese più vecchio d’Europa, il 40% degli over 75 vive da solo. Il Report degli indicatori demografici 2025 pubblicato da Istat a fine marzo 2026, conta 14 milioni e 821mila over 65 sono (il 25,1% della popolazione) e oltre 2,5 milioni di ultra 85enni (il 4,3%). Il cohousing intergenerazionale intercetta questa solitudine, spesso gravata dalla perdita di reti familiari e di prossimità e la unisce a un altro bisogno: quello dei più giovani. I primi trovano una presenza quotidiana che offre vicinanza e sicurezza, i secondi accedono a soluzioni abitative a costi calmierati: gli uni e gli altri beneficiano, allo stesso modo, dello scambio relazionale.

Il cohousing intergenerazionale si sta facendo strada in Italia come un concreto strumento di welfare comunitario, in grado di unire autonomia, prossimità e cura reciproca. In contesti in cui si vive più a lungo ma spesso in condizioni di isolamento, e in cui le segregazioni generazionali tendono ad ampliarsi, le relazioni quotidiane negli spazi abitativi tra anziani e giovani diventano “dispositivi” di prevenzione delle fragilità e opportunità concrete di ricostruzione reti sociali. Di fatto, sono progettualità che rafforzano il tessuto sociale.

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