ROMA Continua la fuga verso Regno Unito, Germania e Svizzera dei giovani italiani con un livello di istruzione medio-alto. Ma spunta un piccolo contingente di ragazzi stranieri che decide di fare il percorso inverso. Sono 630.458 gli italiani con un’età compresa tra 18 e 34 anni che tra il 2011 e il 2024 si sono trasferiti all’estero.
Nello stesso periodo, 55mila giovani stranieri provenienti dai dieci Paesi più avanzati del mondo hanno scelto di venire a vivere e lavorare nello Stivale. Un valore chiaramente insufficiente a pareggiare le partenze che, tuttavia, rappresenta una base da cui partire per invertire quella tendenza al “degiovanimento”, ovvero alla progressiva diminuzione dei giovani che, secondo il demografo Alessandro Rosina, rappresenta il vero problema del Paese.
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Alla presentazione del rapporto è intervenuto anche Rosina, in qualità di consigliere del Cnel: «Dove si investe meno sulle nuove generazioni – ha spiegato – i giovani rischiano di avere percorsi di vita attiva e carriera deboli, ma anche di trovarsi con minori condizioni e risorse per formare una propria famiglia e avere figli. Così, sempre più giovani compensano la carenza di mobilità sociale con la mobilità geografica»



