Boomer attivi, ma a piccole dosi

07/04/2026
Boomer attivi, ma a piccole dosi CORRIERE DELLA SERA - 07/04/2026

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Sono e saranno sempre di più anche in Italia e rappresentano un grande potenziale su cui dover, e poter, contare. I cosiddetti “senior”, gli over 65, sono fortunatamente ancora in grande maggioranza pieni di energie e in buona salute. Tra dieci anni, secondo i dati Inapp, ci sarà il più grande esodo verso la pensione: 6,1 milioni di persone in età matura usciranno dal mondo del lavoro e il nostro Paese potrà far leva su un potenziale inedito sul fronte dell’impegno civico e sociale. Per indagare queste possibilità l’Osservatorio Senior, in collaborazione con la Fondazione Ravasi Garzanti, CSVnet e il Centro Servizi al Volontariato di Milano, ha svolto una ricerca sulla partecipazione sociale degli over 65, partendo da dati statistici esistenti e attraverso focus group su tutto il territorio nazionale. “Siamo partiti dalla misurazione del potenziale non ancora pienamente valorizzato delle persone mature in buona salute – spiega Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano e membro dell’Osservatorio Senior – per capire come andare incontro a questa domanda largamente inespressa”. La fascia d’età demograficamente più consistente è oggi quella tra i 51 e i 61 anni (conta oltre 10 milioni). Attualmente è ancora solidamente presente nella forza lavoro, ma nei prossimi dieci anni non sarà più così. “O gestiamo positivamente questo passaggio – aggiunge Rosina –, con condizioni che li facciano sentire attivi, o molti di loro finiranno per essere considerati, e sentirsi, un costo sociale netto”. Fino a oggi i senior sono stati ritenuti solo anziani in fase di declino, ma la loro vitalità è sempre più forte. “La generazione precedente ai baby boomer – dice ancora Rosina – è stata protagonista della ricostruzione del paese e aveva introiettato l’etica del lavoro, dell’impegno, della responsabilità e un’idea di partecipazione sociale e volontariato visto come dovere civico sostanziale. Mentre i ‘baby boomers’, gli attuali sessantenni e settantenni, appartengono a una generazione diversa da quella precedente. Che non ha la stessa cognizione dell’etica e del dovere. Vogliono vivere la loro età in libertà e benessere, facendo cose soddisfacenti e piacevoli, senza vincoli e sovraccarico”. La ricerca di Osservatorio Senior ha fatto emergere che anche nel volontariato, dimensione in cui i senior in Italia sono meno assorbiti rispetto ad altri Paesi, non vogliono sentirsi troppo vincolati e sovraccaricati né sostituirsi a un welfare che non funziona. “Lo vedono positivamente – spiega Rosina –, ma alla condizione di coniugare esperienza positiva personale con contributo al valore collettivo. Coniugare il piacere di essere attivi con qualcosa che sia socialmente utile. Non vogliono essere considerati anziani saggi e responsabili, ma poter essere liberi, sbagliare e con il diritto anche ad essere emotivamente instabili. Vivere autenticamente la fase della vita senza che sia condizionata da una lettura tradizionale che li ingabbi”. I senior sentono oggi cruciale la sfida di collegarsi in modo sano con le nuove generazioni: non quelli che insegnano e guidano, ma che imparano assieme confrontandosi con il mondo che cambia. Un rapporto orizzontale e non più verticale. “Sono attivi, vitali e hanno energie da spendere – commenta Enrico Oggioni, altro curatore dell’indagine dell’Osservatorio Senior –. Oggi sono alla ricerca di un nuovo equilibrio fra due poli: il primo è una forte spinta interna e un altrettanto forte desiderio di libertà, autonomia, mobilità, valorizzando la propria vitalità. Il secondo sono le pressioni sociali che richiedono sempre più di rispondere agli obblighi, sia familiari sia provenienti dall’esterno”. In ambito familiare gli equilibri di una volta non ci sono più: il ruolo dei senior è quello di essere di aiuto ai figli e anche dei nipoti. A volte anche dei genitori molto anziani. Un ruolo centrale nell’assetto familiare, con richieste sempre maggiori. Ma uscendo dalla famiglia prendono sempre più in considerazione l’associazionismo, il volontariato e la richiesta di impegnarsi. “Cercando – aggiunge Oggioni – un punto di equilibrio per riuscire a garantirsi autenticità, libertà e partecipazione alla vita sociale. Il loro slogan è ‘attivi sì, ma a modo nostro’. Questo è lo snodo centrale”.