Demografia, Rosina: “La natalità cresce solo dove c’è fiducia nel futuro”

15/05/2026
Demografia, Rosina: “La natalità cresce solo dove c’è fiducia nel futuro” VATICAN NEWS

I nonni supereranno i nipoti? Alla domanda risponde una fotografia demografica di un mondo che sta cambiando volto. Si tratta di una crisi silenziosa i cui effetti sono destinati a essere più profondi e duraturi di qualsiasi altro fenomeno. Ne abbiamo parlato con Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano e autore del libro La scomparsa dei giovani. Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia.

Ridare fiducia ai giovani. Per Rosina “La conseguenza più evidente è lo squilibrio nel rapporto tra generazioni. Quando i nipoti diventano molti meno dei nonni, il rinnovo nella società e nel mondo del lavoro si indebolisce. L’invecchiamento della popolazione è l’esito positivo della longevità. Ciò che crea squilibri, in modo accentuato in Italia, è il degiovanimento, ovvero la riduzione delle nuove generazioni sotto livelli tali da non consentire un adeguato rinnovo generazionale. La questione non è se invecchiare o non invecchiare, ma se invecchiare bene o invecchiare male”. Dove il degiovanimento è più accentuato, spiega, si riducono anche le condizioni per invecchiare bene: cala il peso elettorale dei giovani, diminuisce la capacità di generare sviluppo e innovazione e si riducono risorse e personale per sostenere il welfare, dalle pensioni alla sanità pubblica.

Invertire la crisi della natalità. Nell’indicare una priorità politica, al di là degli incentivi economici, per invertire la crisi della natalità, Rosina non ha dubbi: “La priorità fondamentale è rispondere alla riduzione quantitativa delle nuove generazioni con maggior qualità e attrattività. Il punto da cui partire è rafforzare la transizione alla vita adulta, ovvero migliorare la possibilità di entrare in modo solido nella condizione di lavoratore e genitore, facendo in modo che tali due scelte possano integrarsi positivamente”. Il docente sottolinea come il problema non sia imporre un modello di vita, ma permettere una scelta reale tra lavoro e famiglia. “Quando tali politiche mancano non solo diminuisce la natalità, ma aumentano anche povertà economica ed educativa dell’infanzia; e si diventa meno attrattivi”. I dati del Rapporto giovani 2026 dell’Istituto Toniolo, aggiunge, mostrano una crescita del numero di giovani donne italiane che scelgono di trasferirsi all’estero, non solo per motivi professionali ma anche per sistemi di welfare più favorevoli. “La natalità non cresce perché si distribuisce qualche bonus in più. Cresce quando aumenta la fiducia nella comunità in cui si vive e nel futuro collettivo”.

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