Figli, scuola e famiglia

09/02/2026
Figli, scuola e famiglia IL VENERDI (REPUBBLICA) - 09/02/2026

ESTRATTO:

“Se c’è uno scatto che il Paese dovrebbe fare da tempo, è proprio quello che riguarda la parità sostanziale tra uomo e donna e un accesso equo alle opportunità per le giovani generazioni. (…) spiego perché attraverso il libro La scomparsa dei giovani”.
Lo ha scritto il demografo Alessandro Rosina, lo ha pubblicato Chiarelettere, e contiene un racconto preciso di quello che era l’Italia della grande stagione dei diritti: un Paese in cui la componente giovane era dominante, in cui l’affluenza al voto era altissima – alle politiche del 1958 si sfiorò il 94 per cento degli aventi diritto – una democrazia appena nata, piena di criticità, ma in salute. Il contrario di quella anziana e rattrappita che conosciamo. Pretendere che le questioni inerenti a figli, scuola, famiglia, anziani, stato sociale, occupino solo un angolo della scena e non disturbino il grande teatro della politica, significa non vedere quel che sta accadendo. La scarsa natalità non è un problema di generazioni capricciose e poco disposte al sacrificio, o almeno non solo. (…) Pensate a quanto sia difficile avere un pediatra che risponde al telefono o addirittura visiti un bambino; a quanto siano poco flessibili la maggior parte degli orari lavorativi, anche per madri con figli piccolissimi; alla mancanza di asili nido e tempo pieno in gran parte del Paese; a quanto sia costoso – per una famiglia con stipendi medi – crescere dei bambini o far studiare dei ragazzi. «I Paesi che hanno costruito negli anni un sistema robusto di politiche di conciliazione», scrive Rosina, «combinando servizi educativi pubblici di qualità, congedi parentali ben disegnati e flessibilità lavorativa, sono quelli che riescono a ottenere migliori performance sia in termini di occupazione femminile sia di fecondità». Sono i dati a parlare. Non è una questione di donne, e non è una questione privata.”