Giovani: resterebbero in Italia. Se solo ci fosse un cenno di cambiamento

17/09/2015
LINKIESTA
Giovani: resterebbero in Italia. Se solo ci fosse un cenno di cambiamento LINKIESTA

C’è un dato che parla più di tutti. E lo rivela l’ultimo Rapporto giovani curato dall’Istituto Toniolo di Milano (qui sotto tutti i dati). È una cifra chiave per capire la generazione EasyJet (laurea in tasca e un biglietto di sola andata per l’Australia o il Regno Unito), e volare oltre le letture superficiali di chi crede che questi giovani – spesso più adulti che giovani- scappino senza lottare, o di chi li giudica dall’alto dei suoi sessant’anni chiamandoli svogliati e fannulloni. Perché se per la prima volta il numero di coloro che si dicono pronti ad andare all’estero per migliorare condizioni di vita e di lavoro ha raggiunto il 60% degli intervistati (cioè sei ragazzi su dieci) è per una ragione precisa: questi ragazzi non vedono in Italia nessun segnale di cambiamento. E nessuno spazio per realizzarlo.

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