| 26/04/2026 | |
| CORRIERE DELLA SERA - 26/04/2026 |
Alcuni li chiamano «sfiancati» perché combattono contro una mancanza di prospettiva. Altri li definiscono «sfiduciati» perché cercano di costruire un futuro all’estero e non in Italia. Altri ancora li etichettano come «svogliati» perché rifiutano sfruttamento e lavori per pochi euro l’ora. Eppure, le ragazze e i ragazzi di oggi restano aggrappati ai propri valori: autenticità, equilibrio tra vita professionale e privata, sostenibilità, inclusione.
Tra incertezze e ambizioni, i giovani-adulti non hanno ancora coordinate stabili ma formano la generazione che dimostra forte capacità di adattamento. Una fotografia nitida della loro evoluzione emerge nel libro La condizione giovanile in Italia. Rapporto Giovani 2026 (Il Mulino), promosso dall’Istituto Toniolo e realizzato in collaborazione con Ipsos e con il sostegno di Fondazione Cariplo.
«Le generazioni nate in questo secolo stanno costruendo il proprio futuro con strategie adattive, più che espansive. In un contesto incerto, tendono a mantenere aperte più opzioni contemporaneamente, evitando scelte irreversibili e rinviando decisioni impegnative legate a famiglia, figli e casa. I giovani spiccano per la forte attenzione nei confronti del senso e del valore: lavoro, relazioni, partecipazione non sono visti solo in chiave strumentale, ma in modo interdipendente come ambiti di realizzazione personale e contributo sociale», dice Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.


