ESTRATTO:
“Il libro di Rosina (che è professore di demografia) è l’efficace descrizione di cosa significa (e di cosa significherà sul lungo periodo) la denatalità in Italia. Per farlo l’autore parte dal passato – precisamente dal periodo di massima crescita della popolazione nel nostro paese, cioè dai primi decenni del secondo dopoguerra – per arrivare a un presente che è il capovolgimento di quell’epoca, in cui «dal punto di vista demografico finora la realtà osservata si è rivelata peggiore rispetto alle previsioni». E, infatti, il 2014 l’anno in cui inizia di fatto il declino della popolazione italiana, cioè quello in cui il numero totale inizia a scendere, mentre le previsioni dell’Istat di soli pochi anni prima stimavano una crescita fino al 2040. Nel panorama delineato da Rosina il declino demografico si rivela non solo come un semplice “invecchiamento” della popolazione, ma come un generale “svuotamento” che tocca tutti i livelli della società: l’economia, la cultura, la politica. Vivere in un paese in declino riguarda (o riguarderà) tutto e tutti. Oltre al problema delle pensioni, di cui tanto si parla in questi anni, vivere in un paese progressivamente più vuoto, significa anche meno studenti nelle scuole, meno spettatori per i film, meno lettori per libri e giornali”.



