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È sulla capacità di attirare giovani, offrendo opportunità e benessere alle nuove generazioni, che si gioca la competizione tra i territori italiani mentre sul Paese insiste l’inverno demografico. Le tre classifiche provinciali della Qualità della vita di bambini, giovani e anziani, pubblicate ieri sul Sole 24 Ore e presentate in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, fotografano divari territoriali nelle condizioni di vita, lavoro, salute, istruzione e sul piano sociale. Divari che si intrecciano a quelli generazionali e che diventano squilibri demografici “dove manca la qualità della vita”. In testa alle tre graduatorie si incontrano i territori più attrattivi – Firenze per i bambini, Bolzano per i giovani e Trieste per gli anziani – dove il giusto mix tra innovazione, opportunità e benessere riescono a tradursi nella maggiore qualità della vita per queste fasce di età. In un Paese dove nascono sempre meno bambini e dove la popolazione anziana aumenta, è proprio sui giovani che bisogna investire. Ne sono convinti i relatori del panel dedicato all’anteprima dei risultati dell’indagine che si è tenuto nella giornata conclusiva del Festival dell’Economia di Trento. «Sappiamo che i giovani in Italia stanno diminuendo – ha detto Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica di Milano – per questo si parla del cosiddetto “degiovanimento” demografico del Paese, cioè della progressiva scomparsa dei giovani. Però questo calo non è uniforme: ci sono territori che riescono ad attrarre giovani e altri che invece li perdono. E la competizione trai territori si giocherà proprio sulla capacità di valorizzare i percorsi di
crescita, di offrire opportunità. Dobbiamo ridare ai giovani il giusto peso per farli sentire al proprio posto e solo così un territorio diventa competitivo rispetto agli altri, anche rispetto al confronto internazionale».
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