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Italia, generazione zero figli: il peso delle incertezze e dei cambiamenti culturali

Sicuramente ne abbiamo meno rispetto ai paesi con cui ci confrontiamo. In un’Europa in deficit demografico, ci sono paesi con tasso di fecondità non troppo sotto 2 – soglia di equilibrio per il rinnovo generazionale – altri che faticano ad arrivare a 1,5. Altri ancora, come l’Italia, vicini a 1 o poco sopra.

Dobbiamo però anche chiederci se il punto di riferimento oggi sia ancora 2. Nei primi decenni del Secondo dopoguerra la fecondità era superiore a tale livello, ma comunque più bassa rispetto alle generazioni precedenti. All’apice del Baby boom il tasso era 2,7, contro un valore pari a 5 all’epoca dell’Unità d’Italia.

Avere figli, la scelta debole del XXI secolo

figli

Su scala globale, il numero medio di figli per donna (o coppia) è sceso da 5 a metà del Novecento a circa 2,3 oggi, con prospettive di continua riduzione nel resto del secolo. I paesi con tasso di fecondità sopra il livello di sostituzione (attorno a 2) sono sempre meno e concentrati in specifiche aree, in particolare nell’Africa subsahariana. Al contrario, oltre la metà dei paesi del mondo si colloca ormai stabilmente sotto tale soglia, inclusi tutti quelli economicamente avanzati.

Si tratta di uno scenario inedito. Per la prima volta nella storia dell’umanità, la capacità di una popolazione di assicurare la propria continuità nel tempo non è messa in crisi prevalentemente da fattori esogeni – guerre, carestie, epidemie – ma da fattori endogeni, legati alle scelte individuali e alle condizioni offerte dal contesto sociale ed economico.

Stiamo entrando in una fase favorevole per una risalita delle nascite?

La questione demografica ha conquistato posizioni centrali nel dibattito pubblico. L’Italia si riempie sempre più di anziani e si svuota sempre più di giovani, con impatto sulla società, sulla forza lavoro, sui conti pubblici. Dobbiamo rassegnarci a squilibri che peggiorano di anno in anno o un’inversione di tendenza è possibile? Riguardo alla popolazione, dal 2014 in calo, l’inversione è da escludere. Ma le nascite potrebbero smettere di diminuire e forse anche aumentare. Stiamo, anzi, entrando in una fase favorevole perché ciò possa avvenire. Proviamo a vedere a quali condizioni.

La scomparsa dei giovani. Come riempire il futuro in un paese che si svuota?

La demografia nell’epoca del “Pantalone corto da donna”

Sono molti i prodotti che se improvvisamente sparissero o diventassero sempre meno disponibili metterebbero in crisi un Paese. Per assurdo ipotizziamo di non avere più aerei, o non aver più telefoni, o non aver più computer, o non aver più farmaci da banco, sarebbe certo un disastro ma sopravviveremmo in qualche modo.