La popolazione italiana è in continua diminuzione dal 2014. Da 60,3 milioni è scesa sotto 59 milioni nel 2024 e secondo l’Istat entro il 2050 gli abitanti nella penisola saranno meno di 55 milioni.
La popolazione italiana è in continua diminuzione dal 2014. Da 60,3 milioni è scesa sotto 59 milioni nel 2024 e secondo l’Istat entro il 2050 gli abitanti nella penisola saranno meno di 55 milioni.
La geografia del potere globale sta cambiando non solo per effetto dell’innovazione tecnologica o delle transizioni energetiche, ma anche — e in modo sempre più profondo — per la diversa velocità con cui le popolazioni crescono, invecchiano e si trasformano. La demografia influenza la produttività, la stabilità interna, la sostenibilità del welfare e persino la resilienza cognitiva delle democrazie.
Difficile trovare un altro paese in Europa con più debole presenza, rispetto all’Italia, delle nuove generazioni nei processi che generano sviluppo e benessere nel proprio territorio.
Non si sostiene la natalità solo con annunci o interventi ai margini, o ancor peggio accusando i giovani di non aver più i valori di una volta. L’aggravamento della situazione demografica richiede un salto di qualità nelle politiche familiari che non si nota nelle misure incluse nella Legge di Bilancio dell’anno scorso e di quello attuale. Non si tratta solo di un problema italiano, ma il nostro paese sembra tra i meno impegnati ad affrontarlo con il giusto approccio e attraverso solidi interventi strutturali.
Il mondo cambia perché arrivano sguardi nuovi che lo osservano come nessuno aveva mai fatto prima. Dietro agli sguardi delle nuove generazioni ci sono desideri e speranze che cercano nuovi spazi e opportunità. Tutto ricomincia con ciò che nasce. Ma nulla riparte da zero, grazie a quello che trasmettono le generazioni precedenti. Tutto si trasforma nel rapporto e nel confronto continuo tra vecchie e nuove generazioni. Ma ciò che si trasforma non necessariamente migliora. Se il nuovo che portano in dono le nuove generazioni non viene messo in condizione di generare nuovo valore, il mondo invecchia senza rinnovarsi. Se ciò che di valore le generazioni precedenti trasmettono non viene riconosciuto, il mondo si rinnova ma girando a vuoto.